L’odore del legno bruciato
A cura di Vincenzo Estremo e Cristiano Magi
In Occasione di Contemporary_City
San Giovanni Valdarno
e all’interno di STAZIONE_CERAMICA
Utopia Station / Temporary Art Center
in Via Mannozzi San Giovanni Valdarno (Ar)
dal 16 al 25 dicembre 2011
INAUGURAZIONE venerdì 16 dicembre 2011 – ore 18.30
Il progetto di mostra temporanea l’odore del legno bruciato con:
Postcards from Beirut / Gea Brown, Michelangelo Consani,
Leone Contini, Fausto Falchi, Iacopo Seri
La dismissione delle attività produttive riduce i valori economici e sociali di un territorio, drenando energie e vanificando le risorse presenti.
L’odore del legno bruciato è un evento che occupa temporaneamente uno spazio e – attraverso la riflessione di alcuni artisti – invita a ripensare il futuro, partendo proprio dall’oggetto di quelle dimissioni. Gli spazi lasciati vuoti rivivono grazie a una riconversione temporanea. Entrare fisicamente all’interno di uno spazio significa prendere coscienza di uno stato di abbandono, misurarlo con i propri passi, farne risuonare le pareti. Una fisicità che amplifica l’attenzione sulla condizione attuale, senza far sì che questa scompaia all’interno dell’universo retorico sulla crisi.
L’arte collima con la politica, si rivolge ai problemi della cittadinanza, contribuisce a rafforzare l’infrastruttura intellettuale, pur rimanendo legata a linguaggi universali. Un evento temporaneo, un’affresco vivido di un paesaggio in continuo smottamento e l’individuazione di una necessita: costruire un’alternativa concreta.
in collaborazione con Casa Masaccio
Postcards from Beirut / Gea Brown
Tea partyLa teiera come hub filosofico
“Se io sostenessi che tra la Terra e Marte ci fosse una teiera di
porcellana in rivoluzione attorno al Sole su un’orbita ellittica,
nessuno potrebbe contraddire la mia ipotesi purché io avessi la cura
di aggiungere che la teiera è troppo piccola per essere rivelata
persino dal più potente dei nostri telescopi.”Bertrand Russell, Is
There a God?, 1952 (inedito)
Dalla teiera di Russell alla Utah Teapot, dal Boston Tea Party al
Cappellaio Matto: la cerimonia del tè come spazio tridimensionale,
astratto, filosofico, di protesta o semplice confronto. Postcards from
Beirut organizza il proprio Tea Party, con i filtri musicali di Gea
Brown.
Michelangelo Consani
Palmer cokerie Coal Company
La foto proveniente da una ricerca dell’artista: raffigura una
moltitudine di minatori insieme all’eccentrico proprietario che -
travestito da uomo di colore – si confonde tra i lavoratori.
Quell’immagine ritrae un giorno speciale: una specie di carnevale, una
festa nella quale si può ridere e scherzare anche dei ruoli sociali.
Pochi mesi dopo la miniera verrà però chiusa e il carnevale si
rivelerà amaro. Questa immagine richiama – a chi conosce le vicende
storiche del territorio – la prima grande dismissione del Valdarno,
quella delle miniere di Santa Barbara. L’opera è stata installata
all’ex ceramica in quella che visivamente potrebbe richiamare una
guardiola, immobile sullo schermo di un computer che appare come
abbandonato da un custode.
Leone Contini
In-progresso
A due minuti a piedi da Casa Masaccio i lavoratori della Ferriera
picchettano una fabbrica che la proprietà ha intenzione di chiudere.
In-progresso è una raccolta di oggetti, filmati e tracce audio che
tessono una trama discorsiva attorno all’epopea operaia e alla sua
risignificazione attraverso gli sconvolgimenti sistemici e
antropologici del postfordismo.
Fausto Falchi
Sciopero a gatto selvaggio
Lo sciopero a gatto selvaggio è una forma di lotta operaia praticata
negli anni 60 e 70 con azioni improvvise e difficilmente prevedibili,
esso mirava a paralizzare le linee di produzione nei grossi impianti
industriali.Nei luoghi della produzione seriale, basati sul sistema a
catena, gli operai sabotavano la linea di produzione interrompendo il
lavoro in modo alternato. I Maneki neko, generalmente usati come
portafortuna nella tradizione orientale, inscenano una protesta
collettiva sovvertendo la loro funzione di pezzi singoli.
Presentandosi come moltitudine, ossessionata da un ticchettio
incessante, irrompono nello spazio con una rivendicazione: vanno a
correggere la fortuna. Pasquale Nunziata
Iacopo Seri
Spread
Da poco più di un mese sono temporaneamente emigrato in Germania per
lavorare. Qui ho conosciuto una signora tedesca che invece trent’anni
fa era temporaneamente emigrata in Italia. Il mi’ babbo, invece, è
sempre rimasto a lavorare in zona. Non credo si siano incontrati
all’epoca. Ma adesso che la lontananza è maggiore, i gradi di
separazione tra loro paiono diminuiti.










